

| Nome : | Museo della seta |
| Dove: | MENDICINO(CS) (clicca qui per accedere alle strutture nei pressi di questo luogo d'interesse) |
| Descrizione: |
La seta è un tessuto pregiato conosciuto in Europa sin dalle civiltà classiche. Per ottenere una stoffa di seta sono necessarie quattro attività produttive: l'allevamento dei bachi, la piantagione dei gelsi, la filatura (tecnica per estrarre il filo dal bozzolo del baco), la tessitura.
La regione Calabria, per diversi secoli, grazie alla qualità della produzione della seta, si affermò fra le maggiori produttrici mondiali. Purtroppo l'ignoranza nelle politiche economiche e aziendali, gli scarsi investimenti, l'arretratezza delle tecniche e il discutibile gusto dei motivi delle trame, limitò la produzione della seta al solo mercato locale e per le fasce a basso costo del mercato occidentale. Inizialmente alla produzione della seta lavoravano tutti i membri della famiglia, di qualsiasi età. Erano le donne però a svolgere il lavoro più pesante. Quando l'organizzazione produttiva divenne più complessa, nacquero nei borghi le botteghe artigiane e poi le piccole industrie. Anche se all'inizio la sericoltura fu un indotto economico per la comunità, altri mestieri si svilupparono e ne trassero profitto, infatti aumentarono le commesse per boscaioli, fabbri e contadini; ma con la rivoluzione industriale, che sconvolse l'economia europea e impose nuovi standard produttivi, le cose cambiarono. La classe dirigente calabrese preferì non perdere i privilegi acquisiti sino ad allora, cercando di evitare che la regione si aprisse al cambiamento. Il risultato fu un grande esodo e il definitivo abbandono del borgo. Dalla memoria storica di questi eventi è nata l'esigenza di custodire il patrimonio di macchinari, arnesi, tecniche, documenti e tessuti, segno tangibile e indelebile di un'epoca che segnò l'economia e il folklore della regione, in un museo dedicato totalmente alla seta. Tutt'oggi è possibile trovare all'interno del borgo di Mendicino due filande integre e funzionanti: la "Eugenio" e la "Domenico" Gaudio, dal nome dei fondatori. |



