| Descrizione: |
Cosenza detta anche "città dei Bruzi", dal nome dei primi abitanti che la popolarono nel IV sec. a.C.,è una delle città più antiche della Calabria.
In passato essa era definita l' "Atene della Calabria" per via della sua importanza culturale. Infatti la sua Accademia fu una delle prime sorte in Europa.
La città è frequentata meta turistica, anche grazie alla sua collocazione geografica, fra il mar Tirreno e la catena montuosa della Sila.
Svetta sulla città l'imponente figura del Castello Svevo, probabilmente opera dei Saraceni attorno al X sec.
La chiesa di S. Maria delle Vergini, dal portale in tufo decorato contiene al suo interno un altare ligneo del 1576 e una tavola di scuola pugliese del secolo XIII raffigurante la Madonna col Bambino. e alcune tele risalenti al secolo XVI.
La città vanta, inoltre, il magnifico teatro Rendano, risalente al XIX sec. e Palazzo Arnone, oggi sede della Galleria nazionale della Soprintendenza ai Monumenti della Calabria. La galleria espone 35 opere tra cui dipinti di Mattia Preti , Luca Giordano, Corrado Giaquinto e Dirk van Baburen e la Staurotec, croce reliquiaria in oro donata, secondo la tradizione, da Federico II al Duomo di Cosenza.
Da Piazza Bilotti fino a Piazza dei Bruzi si snoda il Map, ovvero il museo all'aperto delle opere scultoree donate da Carlo Billoti al Comune di Cosenza, in.cui è possibile ammirare tra gli altri San Giorgio e il Drago di Salvador Dalì, Ettore e Andromaca di Giorgio De Chirico.
Il Duomo di Cosenza risale al XII sec.L'edificio ha subito, nel corso degli anni, continue modifiche a partire già dal 1148, in seguito ad un terribile terremoto. La sua antica struttura romanica, fu ricoperta da una sovrastruttura barocca nel 1748 e nel 1831 la facciata fu ricostruita in stile gotico.
Il suo transetto ospita la tomba di Isabella d'Aragona, moglie di Filippo III , sulla sinistra,ed un sarcofago di tarda arte romana risalente al sec.IV d.C.,raffigurante la Caccia di Meleagro, sulla destra. All'interno del sarcofago sembra si presume siano conservati i resti di Enrico VII di Honestaufen, detto lo Sciancato, primogenito di Federico II.
|