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La posizione di Vibo Valentia, tra la catena montousa delle Serre e il mare, è stata in passato luogo di grande importanza strategica sin dai tempi dell'antica grecia e dell'impero romano. Questo è il motivo per cui la città ebbe l'onore di ospitare personaggi di enorme importanza storica come Giulio Cesare, Ottaviano e Cicerone.
Il nome della sua colonia greca era Hipponion , sostituita successivamente da quella romana di Valentia.
Con la fine dell'impero romano essa diventò una roccaforte bizantina , successivamente distrutta dai saraceni.
La sua ricostruzione avvenne per opera di Federico II di Svevia , nel 1235, che gli dette il nome di Monteleone.
Solo durante il periodo fascista la città fu ribattezzata da Monteleone di Calabria in, secondo la dizione latina, Vibo Valentia.
Le mura della città greca di Hipponion sono ancora oggi visibili nei resti riportati alla luce dall'archeologo Paolo Orsi fra il 1916 e il 1921. Esse comprendevano un territorio di circa 7 km anche se attualmente è possibile vederne solo una parte consistente in 300 mt. Esse erano circondate da torri circolari che dovevano avere un'altezza di circa 10 metri.
Il castello normanno-svevo fu probabilmente edificato da Ruggero il Normanno ed ampliato intorno alla seconda metà del 1200 da Carlo d'Angiò. Esso fu costruito nella zona in cui sorgeva l'acropoli di Hipponion, con materiale dei templi greci preesistenti.
Entrando a Vibo Valentia è possibile soffermarsi nei pressi del Parco delle Rimembranze, ampia zona verde con vista sul golfo di Sant'Eufemia, al cui interno è possibile ammirare il tempio di Proserpina. Oggi ne rimangono solo i ruderi in quanto i suoi marmi e colonne furono utilizzate per la costruzione della Cattedrale Normanna di Mileto.
Splendidi pavimenti e mosaici sono stati ritrovati nelle Terme Romane e Domus, site in zona S.Aloe.
Tra i principali luoghi di interesse della città, da ricordare: la chiesa di Santa Maria degli Angeli del sec. XVII; la chiesa di San Michele, raro esempio di architettura rinascimentale al sud; la collegiata di Santa Maria Maggiore edificata nel IX sec. sui resti di un'antica Basilica Bizantina e La Madonnella , antica sede dei cappuccini.
All'interno del castello normanno-svevo è ubicato il Museo Archeologico statale, che conserva numerosi reperti archeologici soprattutto di età greca e romana.
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